Vanni Carpenedo
In "AMLETO, FIGLIO"
Da William Shakespeare
Drammaturgia e regia di Sabine Uitz
Sabato 16 febbraio 2008, ore 21.00
Ingresso € 7,00
“Nel mio mestiere, come nel tuo, e in tutti quelli che ospiti nel Barco, il comunicare e il raccontarsi diventa parte stessa del lavoro, anzi, è il lavoro.
Ed io ho scelto, o sono stato scelto, dal teatro per raccontarmi.
Perché ognuno ha qualcosa da dire, ma se non ha l'opportunità di farlo, rimane con la parola in gola, bloccato, intasato non riesce quasi a respirare.
Tutto questo per farti sapere che non è solo semplicemente ospitalità ciò che ricevo ma molto di più”.
Vanni Carpenedo (associazione Culturale Kairos - Venezia).
Ed io ho scelto, o sono stato scelto, dal teatro per raccontarmi.
Perché ognuno ha qualcosa da dire, ma se non ha l'opportunità di farlo, rimane con la parola in gola, bloccato, intasato non riesce quasi a respirare.
Tutto questo per farti sapere che non è solo semplicemente ospitalità ciò che ricevo ma molto di più”.
Vanni Carpenedo (associazione Culturale Kairos - Venezia).
Amleto, danzando sul filo dell'ironia e dell'amarezza racconta
la sua storia.
Uno psicodramma grottesco in cui il conflitto generazionale
è il vero protagonista.
Un padre, un figlio, un solo nome:
Amleto.
Due mondi incompatibili, che si incontrano e scontrano, a scapito
della generazione più debole, quella più recente e inesperta.
Forza contro Intelletto,
Armi contro Dialettica,
Guerra contro Cultura: quella dei padri è una società non ancora pronta ad accettare le dissertazioni filosofiche,
la goliardia, i dubbi e le crisi dei figli.
Aspettative esagerate, obiettivi irraggiungibili, promesse difficili
da mantenute si trasformano in una realtà alienante che solo la gioventù fa vivere con inesauribile esaltazione e spregiudicatezza.
Per informazioni:
la sua storia.
Uno psicodramma grottesco in cui il conflitto generazionale
è il vero protagonista.
Un padre, un figlio, un solo nome:
Amleto.
Due mondi incompatibili, che si incontrano e scontrano, a scapito
della generazione più debole, quella più recente e inesperta.
Forza contro Intelletto,
Armi contro Dialettica,
Guerra contro Cultura: quella dei padri è una società non ancora pronta ad accettare le dissertazioni filosofiche,
la goliardia, i dubbi e le crisi dei figli.
Aspettative esagerate, obiettivi irraggiungibili, promesse difficili
da mantenute si trasformano in una realtà alienante che solo la gioventù fa vivere con inesauribile esaltazione e spregiudicatezza.
Per informazioni:

