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Galleria Art&Media e Barco Mocenigo in SULLE ORME DI GIORGIONE 5 propongono "RIVELAZIONE" di Anagoor
A Villa Benzi sabato 20 novenbre ore 21.00 Caerano di San Marco.
"RIVELAZIONE"
sette meditazioni intorno a Giorgione di Anagoor
Con Paola Dallan e Marco Menegoni
Drammaturgia Laura Curino, Simone Derai, Maria Grazia Tonon
Video Simone Derai, Moreno Callegari
Regia di Simone Derai
Giorgione è una delle figure più enigmatiche della storia dell'arte. Cercare di metterlo a fuoco è come osservare la costellazione delle sette sorelle, le Pleiadi: riesce meglio se uno non la fissa direttamente.
Così ha fatto Anagoor con la complicità di Laura Curino: si è trattato di narrare Giorgione attraverso gli occhi di chi lo frequenta fin dall'infanzia e lo ha ormai sovrapposto alle immagini del quotidiano (Anagoor) e lo rivela per storie concentriche all'ospite stupefatto e preso per malia (Laura Curino).
"In quei giorni di residenza e di scambio sono stata lì per insegnare loro un'arte, quella del narrare. Loro erano lì per insegnarmi un'artista, Giorgione, su cui stavano da tempo progettando un'opera teatrale, TEMPESTA. Anche al tempo di Giorgione l'antica bottega, il laboratorio degli artisti generava così il sapere: nel lavoro, nello studio e nello scambio".
In questa sorta di lezione d'arte, poetica, sono raccontati l'artista, il suo tempo, il respiro delle opere, il clima che le pervade. Rivelazione è dunque la condivisione sincera di una ricerca e un ponte verso altre opere, e si accompagna alla grande mostra dedicata a Giorgione nel V Centenario della scomparsa, dalla sua città natale, tra dicembre 2009 e
aprile 2010. "Volgiamo insieme lo sguardo verso le sette stelle di una ideale costellazione Giorgione. Per ciascun astro vi proponiamo una meditazione. Silenzio, natura umana, desiderio, giustizia, fede, diluvio e tempo sono i temi che nutrono le sette contemplazioni di altrettante opere di Giorgione: la Pala, i ritratti, la Venere Dormiente, la Giuditta, i Tre Filosofi, la Tempesta, il Fregio. Alla Pala e al Fregio, le due opere conservate a Castelfranco, il compito di aprire e chiudere il cerchio di questo piccolo e prezioso firmamento".
Rivelazione
scatolaemozionale.blogspot.com - 23.09.2010
di Cristina Zanotto
"Rivelare. Svelare. Spiegare. Approfondire. Ecco di fronte a questo lavoro degli Anagoor mi sono sentita come ad una lezione di storia dell'arte.
Abituata a vederli ma non a sentirli parlare all'inizio si rimane, credo, sorpresi nell'osservare in scena:
due leggii, due attori in piedi e alle loro spalle i due riquadri usati nella Tempesta, loro precedente lavoro.
Sappiamo che gli Anagoor portano in scena spesso e volentieri il Giorgione, in questo caso la compagnia ha scelto di leggere trattati e frammenti di vita del pittore, cercando di analizzare le sue opere proiettate alle spalle dei due attori.
La lettura è stata suddivisa in 7 meditazioni che approfondivano i diversi aspetti: silenzio, natura umana, desiderio, giustizia, fede, diluvio e tempo.
Questi in realtà sono i temi di altrettante 7 opere di Giorgione: La Pala, I Ritratti, La Venere Dormiente, La Giuditta, I Tre Filosofi, La Tempesta, Il Fregio.
Il racconto era accompagnato non solo dalle immagini ma anche dai suoni, che contraddistinguono il lavoro di questa compagnia veneta.
Sicuramente istruttivo".
Rivelazione
nonsolocinema.com - 21.09.2010
di Enrico Silvano
"Un bell’omaggio a Giorgione a cinquecento anni dalla morte.
La qualità e la notevole quantità di materiale preparatorio raccolto per scrivere Tempesta, lo spettacolo realizzato da Anagoor sulla figura di Giorgione, ha convinto la compagnia a preparare un’altra opera sull’artista veneto, con l’obiettivo di ricostruire, attraverso la lettura dei documenti dell’epoca e l’analisi dei suoi quadri, le atmosfere del tempo nel quale ha vissuto.
La preparazione che la compagnia considera alla base di ogni spettacolo prevede uno studio approfondito della filologia classica, della storia dell’arte, dell’architettura e di molte altre materie a cui i riferimenti distribuiti lungo lo spettacolo rimandano in continuazione. L’allestimento della scena è minimo: sul palco, due attori, un uomo e una donna, con due microfoni e due leggii. Dietro di loro due grandi schermi per proiettare le opere del Giorgione che mai appaiono nella loro totalità; se ne vedono via via infatti solo alcuni dettagli.
Rivelazione è una lezione d’arte; all’iniziale descrizione delle città nelle quali Giorgione ha vissuto a cavallo tra Quattro e Cinquecento, Castelfranco e Venezia, seguono sette meditazioni che Laura Curino, autrice della drammaturgia dello spettacolo, e Anagoor sviluppano partendo dai quadri più famosi del pittore; l’attenzione poi si sposta poi sui sette temi al centro delle opere: il silenzio, la natura umana, il desiderio, la giustizia, la fede, il diluvio e il tempo. La prima e l’ultima meditazione hanno origine dalle due pitture di Castelfranco: la pala, custodita nel Duomo, e il fregio, l’affresco dipinto dall’artista proprio nella casa natale.
Come rendere una lezione d’arte appassionante e valida dal punto di vista teatrale? Anagoor prova a farlo cercando di immergere completamente lo spettatore nelle atmosfere ricreate: Venezia è evocata descrivendo i suoni e gli odori che riempivano le calli quattrocentesche; Castelfranco invece è dipinta solo con pochi tratti, i documenti che descrivono la città rinascimentale si mischiamo ai ricordi degli attori che, come Giorgione, a Castelfranco hanno vissuto la loro infanzia; ma dalla città non riescono a dissipare completamente quel pesante strato di nebbia che permette alla figura di Giorgione di conservare quel velo di mistero che lo rende ancora oggi così affascinante.
Le sette meditazioni invece si sviluppano in libertà, nessuna è collegata all’altra; così nell’introduzione allo spettacolo viene spiegato il metodo che è stato scelto per trattare l’autore: “Giorgione è una delle figure più enigmatiche della storia dell’arte. Metterlo a fuoco è come osservare la costellazione delle Pleiadi, le sette sorelle, riesce meglio se non si fissano direttamente”. In ognuna delle sette meditazioni, ad una breve introduzione, segue la descrizione del quadro di cui si tenta di far rivivere sempre l’aspetto più affascinante, mentre la musica incessante e varia asseconda le diverse atmosfere; i personaggi riprendono vita nelle storie raccontate dai due attori, nei cui racconti però, il romanzo non prevale mai sulla storia, né la finzione sulla ricostruzione rigorosa; l’obiettivo infatti rimane quello di ogni buona lezione d’arte: fornire informazioni, stimolare la riflessione e, soprattutto, tessere collegamenti in grado di mettere in relazione quell’epoca alle problematiche attuali".
Così ha fatto Anagoor con la complicità di Laura Curino: si è trattato di narrare Giorgione attraverso gli occhi di chi lo frequenta fin dall'infanzia e lo ha ormai sovrapposto alle immagini del quotidiano (Anagoor) e lo rivela per storie concentriche all'ospite stupefatto e preso per malia (Laura Curino).
"In quei giorni di residenza e di scambio sono stata lì per insegnare loro un'arte, quella del narrare. Loro erano lì per insegnarmi un'artista, Giorgione, su cui stavano da tempo progettando un'opera teatrale, TEMPESTA. Anche al tempo di Giorgione l'antica bottega, il laboratorio degli artisti generava così il sapere: nel lavoro, nello studio e nello scambio".
In questa sorta di lezione d'arte, poetica, sono raccontati l'artista, il suo tempo, il respiro delle opere, il clima che le pervade. Rivelazione è dunque la condivisione sincera di una ricerca e un ponte verso altre opere, e si accompagna alla grande mostra dedicata a Giorgione nel V Centenario della scomparsa, dalla sua città natale, tra dicembre 2009 e
aprile 2010. "Volgiamo insieme lo sguardo verso le sette stelle di una ideale costellazione Giorgione. Per ciascun astro vi proponiamo una meditazione. Silenzio, natura umana, desiderio, giustizia, fede, diluvio e tempo sono i temi che nutrono le sette contemplazioni di altrettante opere di Giorgione: la Pala, i ritratti, la Venere Dormiente, la Giuditta, i Tre Filosofi, la Tempesta, il Fregio. Alla Pala e al Fregio, le due opere conservate a Castelfranco, il compito di aprire e chiudere il cerchio di questo piccolo e prezioso firmamento".
Rivelazione
scatolaemozionale.blogspot.com - 23.09.2010
di Cristina Zanotto
"Rivelare. Svelare. Spiegare. Approfondire. Ecco di fronte a questo lavoro degli Anagoor mi sono sentita come ad una lezione di storia dell'arte.
Abituata a vederli ma non a sentirli parlare all'inizio si rimane, credo, sorpresi nell'osservare in scena:
due leggii, due attori in piedi e alle loro spalle i due riquadri usati nella Tempesta, loro precedente lavoro.
Sappiamo che gli Anagoor portano in scena spesso e volentieri il Giorgione, in questo caso la compagnia ha scelto di leggere trattati e frammenti di vita del pittore, cercando di analizzare le sue opere proiettate alle spalle dei due attori.
La lettura è stata suddivisa in 7 meditazioni che approfondivano i diversi aspetti: silenzio, natura umana, desiderio, giustizia, fede, diluvio e tempo.
Questi in realtà sono i temi di altrettante 7 opere di Giorgione: La Pala, I Ritratti, La Venere Dormiente, La Giuditta, I Tre Filosofi, La Tempesta, Il Fregio.
Il racconto era accompagnato non solo dalle immagini ma anche dai suoni, che contraddistinguono il lavoro di questa compagnia veneta.
Sicuramente istruttivo".
Rivelazione
nonsolocinema.com - 21.09.2010
di Enrico Silvano
"Un bell’omaggio a Giorgione a cinquecento anni dalla morte.
La qualità e la notevole quantità di materiale preparatorio raccolto per scrivere Tempesta, lo spettacolo realizzato da Anagoor sulla figura di Giorgione, ha convinto la compagnia a preparare un’altra opera sull’artista veneto, con l’obiettivo di ricostruire, attraverso la lettura dei documenti dell’epoca e l’analisi dei suoi quadri, le atmosfere del tempo nel quale ha vissuto.
La preparazione che la compagnia considera alla base di ogni spettacolo prevede uno studio approfondito della filologia classica, della storia dell’arte, dell’architettura e di molte altre materie a cui i riferimenti distribuiti lungo lo spettacolo rimandano in continuazione. L’allestimento della scena è minimo: sul palco, due attori, un uomo e una donna, con due microfoni e due leggii. Dietro di loro due grandi schermi per proiettare le opere del Giorgione che mai appaiono nella loro totalità; se ne vedono via via infatti solo alcuni dettagli.
Rivelazione è una lezione d’arte; all’iniziale descrizione delle città nelle quali Giorgione ha vissuto a cavallo tra Quattro e Cinquecento, Castelfranco e Venezia, seguono sette meditazioni che Laura Curino, autrice della drammaturgia dello spettacolo, e Anagoor sviluppano partendo dai quadri più famosi del pittore; l’attenzione poi si sposta poi sui sette temi al centro delle opere: il silenzio, la natura umana, il desiderio, la giustizia, la fede, il diluvio e il tempo. La prima e l’ultima meditazione hanno origine dalle due pitture di Castelfranco: la pala, custodita nel Duomo, e il fregio, l’affresco dipinto dall’artista proprio nella casa natale.
Come rendere una lezione d’arte appassionante e valida dal punto di vista teatrale? Anagoor prova a farlo cercando di immergere completamente lo spettatore nelle atmosfere ricreate: Venezia è evocata descrivendo i suoni e gli odori che riempivano le calli quattrocentesche; Castelfranco invece è dipinta solo con pochi tratti, i documenti che descrivono la città rinascimentale si mischiamo ai ricordi degli attori che, come Giorgione, a Castelfranco hanno vissuto la loro infanzia; ma dalla città non riescono a dissipare completamente quel pesante strato di nebbia che permette alla figura di Giorgione di conservare quel velo di mistero che lo rende ancora oggi così affascinante.
Le sette meditazioni invece si sviluppano in libertà, nessuna è collegata all’altra; così nell’introduzione allo spettacolo viene spiegato il metodo che è stato scelto per trattare l’autore: “Giorgione è una delle figure più enigmatiche della storia dell’arte. Metterlo a fuoco è come osservare la costellazione delle Pleiadi, le sette sorelle, riesce meglio se non si fissano direttamente”. In ognuna delle sette meditazioni, ad una breve introduzione, segue la descrizione del quadro di cui si tenta di far rivivere sempre l’aspetto più affascinante, mentre la musica incessante e varia asseconda le diverse atmosfere; i personaggi riprendono vita nelle storie raccontate dai due attori, nei cui racconti però, il romanzo non prevale mai sulla storia, né la finzione sulla ricostruzione rigorosa; l’obiettivo infatti rimane quello di ogni buona lezione d’arte: fornire informazioni, stimolare la riflessione e, soprattutto, tessere collegamenti in grado di mettere in relazione quell’epoca alle problematiche attuali".

