lunedì, 16 settembre 2019

Fare l'architetto in Italia sta diventando cosa difficile.

Negli ultimi giorni la stampa viene accusata di aver dedicato poco spazio al professionalismo.

La situazione dell'architettura italiana è diventata desolante: piani regolatori alla mercè della politica, poca qualità dei progetti e giovani architetti pagati in nero o con contratti da fame.
Riccardo Bedrone, presidente dell'Ordine degli Architetti di Torino , ha denunciato "soprusi di ogni tipo: meno accesso al credito e gare con ribassi anche del 90%. E l'Ordine non può neanche intervenire su chi lavora in nero sottopagato, o garantire la qualità dei progetti".
Persiste, anche se in maniera marginale, il fenomeno delle finte Partite IVA tra gli iscritti all'Albo, ma esistono persone che hanno scelto consapevolmente un lavoro autonomo, stabilendo una relazione più professionalizzata con il mercato e dimostrando un gusto del rischio personale, che manca a tanti lavoratori dipendenti.
Il Consiglio nazionale degli architetti , poi, si batte attivamente contro la norma che nel disegno di legge sulla riforma del lavoro prevede che chi lavora per oltre sei mesi per il 75% per un medesimo cliente o ne utilizza le strutture e le attrezzature dovrebbe essere assunto come dipendente.
Il disegno di legge proposto dal Ministro Fornero affronta il fenomeno delle finte partite IVA nell'articolo 9. Si stabilisce che le prestazioni lavorative rese da una persona con Partita Iva costituiscano, esclusa prova contraria fornita dal committente, rapporti di collaborazione coordinata e continuativa nel caso in cui siano considerati due dei seguenti presupposti:
a) che la collaborazione abbia una durata complessivamente superiore ad almeno sei mesi nell'arco dell'anno solare;
b) che il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d'imputazione di interessi, costituisca più del 75% dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nell'arco dello stesso anno solare;
c) che il collaboratore disponga di una postazione di lavoro presso una delle sedi del committente.
Un distinguo, però, va fatto per quanto concerne gli iscritti agli Albi.
Ad esempio, se un architetto con Partita IVA iscritto all'Albo lavora presso uno studio, per oltre 6 mesi all'anno e guadagnando da quello studio più del 75% del suo reddito, può continuare a farlo senza che il titolare dello studio sia tenuto ad assumerlo. Invece, se il professionista con Partita Iva svolge un'attività diversa da quella per la quale è iscritto all'Albo, il suo datore di lavoro dovrebbe assumerlo, perchè il solo fatto che sia iscritto all'Albo non determina automaticamente l'esclusione dal campo di applicazione delle nuove regole.
Tra le proposte emerse al Professional Day del 1 marzo, quella espressa dagli architetti è particolarmente concreta, ovvero che lo sviluppo della professione dell'architetto sia strettamente legato al Progetto Paese, condividendone le ragioni e gli obiettivi.
Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi.
(Fonte: Casa&Clima)
www.cabox.com

Calendario Attività Culturali:

LunMarMerGioVenSabDom
      1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30      

Scheda di adesione ai Corsi in Barco Mocenigo:

Compila il Modulo Richiesta Informazioni per esaudire le tue curiosità o per fare le tue proposte.